Fondazione Giglio di Cefalù: vincitori del premio Innovazione Smau 2017

Pierantonio Macola, presidente della Fondazione Giglio di Cefalù ha ritirato il premio per l’innovazione tecnologica di SMAU, con grande orgoglio per lui, per la Fondazione e per la cittadinanza intera, ma qual è il progetto che ha destato tanto interesse?

Tecnologia sanitaria

La motivazione di SMAU per la premiazione della Fondazione Giglio, sostiene che la scelta è stata fatta in quanto: “esempio virtuoso nell’adottare tecnologie digitali che hanno concretamente migliorato le performance della gestione aziendale”. Sostanzialmente il progetto prevede l’integrazione di strumenti d’informazione diretta come sms, whatsapp, newsletter insieme ai social (Facebook, Twitter, Google Plus, Linkedin, YouTube, Instagram). A tutto questo, l’ospedale Giglio ha aggiunto un ulteriore canale: Whatsapp News. Tutte queste scelte hanno portato l’ospedale di Cefalù ad essere il servizio sanitario più social di tutta la Sicilia, a dimostrazione che l’utilizzo della tecnologia è sempre più indispensabile, così come lo è possedere un cellulare. Chi desidera essere connesso col mondo, senza spendere una follia, può acquistare uno smartphone rigenerato come quelli proposti da secondlifephone.it: un modo per essere sempre aggiornato e al passo con i tempi.

Vittorio Virgilio, direttore generale della Fondazione, ha dichiarato che: “Una struttura all’avanguardia nella tecnologia sanitaria deve esserla anche nella comunicazione, sfruttando le tecnologie esistenti per facilitare la conoscenza dei servizi offerti e mantenere un costante contatto con utenti e territorio. Va dato atto alla nostra struttura di comunicazione di aver messo un tassello in più nella comunicazione tra medico e paziente”.

La tecnologia a sostegno del cittadino

Per migliorare i servizi pubblici, sanitari e non, è indubbiamente fondamentale la comunicazione con l’utente ed è una cosa che all’Ospedale del Giglio di Cefalù hanno capito subito e hanno messo in campo tutte le conoscenze tecnologiche per migliorare questo punto focale del rapporto tra utenza e utenti. D’altro canto basta pensare quanto si è velocizzata la situazione da quando i medici di base possono vedere direttamente i risultati di analisi ed esami senza dover aspettare che il paziente porti il referto cartaceo. Oppure come si sono velocizzati certi passaggi che prima richiedevano lunghe ore di attesa e file interminabili. Oltretutto oggi, grazie ai cellulari, l’utente è sempre raggiungibile ovunque, quindi basta un sms o un messaggio su Whatsapp per fissargli un appuntamento, avvisarlo di uno spostamento o contattarlo per qualsiasi necessità.

Il premio ottenuto dalla Fondazione Giglio servirà sicuramente da stimolo per tanti altri enti sanitari che, speriamo, facciano sempre di più per migliorare il rapporto comunicativo con il cittadino.

Le avventure del PalaTricoli di Cefalù

La storia del Palasport di Cefalù sarebbe una trama degna dei più grandi drammaturghi della storia. Grazie alla determinazione dei dirigenti della società Real Cefalù, la squadra non ha mai dovuto saltare una allenamento, ma solo grazie al loro impegno e voglia di andare avanti.

Il Palatricoli era considerato una perla

Il costo complessivo della struttura si aggira attorno ai 10 milioni di euro  per un’area di 5687 mq con 3000 posti a sedere, locale per al ristorazione, 8 spogliatoi (4 per gli atleti e 4 per gli arbitri), la palestra per l’allenamento, 3 postazioni pronto soccorso, 1 ampio laboratorio per le analisi antidoping, 1 sala stampa e 7 uffici. Non si può certo dire che questa struttura non fosse stata organizzata con tutti i dogmi necessari a svolgere efficacemente il suo compito.

Inaugurato nel 2011 con grande gioia da parte, non solo dei cefaludesi, ma di tutto il circondario perché considerato un vanto di tutta la provincia palermitana, ha vissuto da subito una serie di disavventure. Gli eventi negativi, grazie alla dirigenza del Real Cefalù e della Fondazione Tricoli, portata avanti dagli eredi, le cose sono sempre state affrontate, ma solo con le loro forze enon è stato assolutamente facile.

 Il vento colpevole

Nel 2015 un forte vento scoperchia il PalaTricoli che, da quel momento, diventa inagibile. Il brutto tempo, la pioggia che si è infiltrata sotto al tetto ha contribuito alla devastazione del Palasport attaccando il parquet e facendolo marcire, nonostante fosse legno specifico per palestre. Infatti, non tutti i legni sono uguali: ci sono quelli da interno, quelli da esterno, quelli che offrono una maggiore elasticità quindi adatti a palestre o sale da ballo, legni adatti ad ambienti più umidi o meno umidi, così come si vede su parquet-laminati.it.

In questo caso era stata utilizzata un’essenza specifica, molto elastica e resistente, il risultato era veramente meraviglioso e, nonostante tutte le persone che usufruivano del Palazzetto si fossero prodigate per coprire con dei teloni di plastica il legno, per proteggerlo, i danni sono stati irreversibili.

Stefano Castiglia, presidente del Real Cefalù, insieme al suo staff ha fatto di tutto per sollecitare chi di dovere per il restauro del PalaTricoli: stampa, politica, opinione pubblica. Dopo aver trovato il budget per il restauro, è stato il momento di affrontare e risolvere tutta una serie di problematiche che sembravano insormontabili, in particolare dal punto di vista burocratico, ma alla fine sono riusciti nel loro intento. Così, quella struttura che sembrava destinata all’oblio, ha potuto ritornare in auge e riacquistare tutto il suo splendore grazie a tutto lo staff e gli atleti del Real Cefalù.

 

Le meravigliose spiagge di Cefalù

Una bella vacanza all’insegna di relax, sole e mare? Cefalù è quello che fa per te! Lungo il suo litorale si possono trovare  spiagge meravigliose e per il soggiorno  non c’è niente di meglio che affidarsi ad un bel B&B della zona.

Spiagge da sogno

Cefalù è legata in modo indissolubile al mare! Le sue radici, la sua storia e il suo futuro sono nel mare: fondata dai Greci che venivano dal mare,  cresciuta e arricchita grazie ai commerci via mare, si è sviluppata nel settore turistico sempre grazie alle meravigliose spiagge e paesaggi che gli dona il mondo marino.

Sicuramente, se vuoi vivere una vacanza a contatto con il mare, Cefalù ti offre tutto quello che ti serve senza farti rimpiangere luoghi più esotici. Ovviamente la maggior parte di turisti si fermano al Lido di Cefalù che offre acque limpide e una grande spiaggia di fine sabbia dorata che, al calar del sole, accoglie la vita notturna della città. Qui gli stabilimenti mettono a disposizione ottime attrezzature, il fondale è limpido e degrada dolcemente quindi è un luogo adatto alle famiglie con bambini

Altre spiagge dove godere il sole e il mare

Se non volete fermarvi al Lido potete spostarvi a Spiaggia Caldura che cambia completamente aspetto. L’arenile è ghiaioso, intarsiato da scogli lambiti da acque turchesi e limpide. Non ci sono stabilimenti, quindi neppure attrezzature, ma si possono noleggiare nelle vicinanze, dove ci sono anche punti di ristoro.

Ricordate che sole e mare sono meravigliosi per noi, ma i nostri capelli soffrono un po’ quindi ricordatevi di utilizzare prodotti appositi per proteggerli, come quelli che trovate su prodottixcapelli.com, e non dimenticate la crema protettiva perché anche la pelle ha bisogno di essere preservata dai danni che può causare il sole.

Per gli amanti del windsurf consigliamo la Spiaggia di Salinelle. È una lunga striscia di sabbia dove si alternano stabilimenti attrezzati e aree libere. Il mare è sempre bello e trasparente, ma il fondale diventa subito profondo a poca distanza dalla riva. Un’altra spiaggia con un fondale che scende bruscamente è Capo Playa, dove una spiaggia di sabbia mista a ciottoli accoglie i surfisti e velisti che sfruttano le acque sempre agitate dal vento.

Chi non è alla ricerca del vento per fare surf, si può fermare alla Spiaggia di S. Ambrogio dove l’acqua è bella e trasparente e la spiaggia è composta da scogli, sabbia e ciottoli. Non sono presenti stabilimenti e l’ambiente permette una totale immersione nella natura. Diversamente, se si cerca movimento, ci si può recare alla Spiaggia Pollina adatta a chi cerca il divertimento e la folla.

La Strada di Vini e il percorso di Targa Florio

La Sicilia è terra di vini corposi, profumati, potenti, inebrianti, amati e diffusi in tutto il mondo. Se vi trovate in questa meravigliosa terra potete anche approfittarne per fare dei tour legati al vino e di conseguenza conoscere storia, tradizioni e curiosità.

Zone vinicole della Sicilia

È ormai difficile separare una zona vinicola dall’altra, tanto è vasto il panorama vitivinicolo siciliano. Ogni territorio ha la sua strada del vino che passa tra vigneti, produttori e  cantine consentendo le degustazioni direttamente nelle aziende produttrici. Esiste qualcosa di meglio di una bella vacanza enogastronomica in un territorio meraviglioso pieno di storia?

Uno dei percorsi più importanti, con doppia valenza, è la Strada del Vino che si snoda lungo il percorso Targa Florio, una gara automobilistica voluta da Vincenzo Florio. L’uomo, di origini palermitane, si era innamorato così tanto dei nuovi mezzi di locomozione da finanziare e organizzare questa gara che, a partire dal 1906 si è disputata a fasi alterne. A far da sfondo alla gara e ai vigneti, sono sempre state le strade strette e contorte che scorrono lungo le Madonie.

La Strada del Vino lungo il percorso di Targa Florio

È la Sicilia settentrionale a ridosso del Parco delle Madonie a fare gli onori di casa per la Targa Florio e la Strada dei Vini che si srotola lungo il suo percorso. La zona è così ricca di vini e vigneti che la Strada del Vino  si suddivide in tre percorsi:

  • Natura Doc Sicilia;
  • Targa Igt Fontanarossa;
  • Doc Contea di Sclafani.

Il primo percorso parte da Cefalù e raggiunge Vallelunga Pratameno, attraversando Campofelice di Roccella, Cerda, Sclafani Bagni, Caltavuturo e Valledolmo. È proprio questo l’itinerario che vogliamo consigliarvi, sia che siate intenditori di vini, sia siate semplici appassionati. Magari, una volta tornati a casa, potete provare a riprodurre uno dei meravigliosi vini assaggiati in vacanza: basta procurarsi l’uva della zona, l’attrezzature necessaria su agristorecosenza.it, un po’ di buona volontà e tanta pazienza. Anche se il risultato non sarà lo stesso, sarà comunque un  piacere bere un vino autoprodotto.

Il percorso che parte da Cefalù è molto interessante anche per chi ama la storia e i monumenti: la cattedrale di Cefalù, la zona archeologica di Imera, il Bosco di Granza e della Favara, il Parco delle Madonie nelle vicinanze di Sclafani Bagni. Tra i vini che si incontrano lungo il percorso c’è il Fontanarossa di Cerda IGT e la Contea di Sclafani DOC che racchiude diverse versioni fra cui Ansonica, Catarratto, Nerello Mascalese e Perricone.

Le vie di Cefalù illuminate dai led

L’illuminazione a led è la nuova frontiere dell’illuminazione e del risparmio, motivo per cui sono molti i comuni che si stanno dotando di questo genere di illuminazione.

Perché un comune sceglie la luce a led?

L’illuminazione pubblica a led offre un risparmio ancora più elevato rispetto a quello che si può registrare in un’abitazione, ma solo per una questione di numeri. Secondo alcuni studi presentati recentemente, infatti, l’illuminazione a led può portare un risparmio che oscilla tra il 60% e l’85%. Se questo è un ottimo risultato per un’abitazione di uso civile, provate a pensare cosa vuol dire per una città o anche solo per un piccolo centro! il risparmio energetico porta anche ad una riduzione delle emissioni di gas serra, visto che l’illuminazione consuma circa il 20% dell’energia prodotta. Quindi risparmio energetico vuol dire bollette meno care anche per i comuni e, di conseguenza, meno rincari per i cittadini, e poi? Anche la mancanza di manutenzione e la durata dei led permette di dare un bel taglio alle spese pubbliche. Sempre per rapportarci con un po’ di numeri basta pensare che il tasso di rottura dei prodotti a led e attestato attorno all’1% in un arco di 6000 ore di funzionamento, contro il 10% dei prodotti tradizionali. Oltretutto, come potete vedere consultando luceled.com, noterete che i modelli di luce a led sono tantissimi e, quindi, adattabili a qualsiasi ambiente.

Cefalù ha deciso di ridurre le spese

Anche a Cefalù è stata fatta la scelta di adottare l’illuminazione a led. Scelta fatta ed iniziata da un’amministrazione e terminata da un’altra, ad indicare una linea di continuità sul pensiero di adottare le luci a led che, oltre a portare un notevole risparmio, sono molto apprezzate dalla cittadinanza perché illuminano meglio. La luce a led, infatti, a differenza dei lampioni tradizionali, non perde d’intensità, è più potente (a pari Watt) e illumina nitidamente.

Il binomio led e risparmio energetico, ormai, è diventato indissolubile, ma utilizzando questa tipologia di illuminazione non si fa bene solo al portafoglio, ma anche alla natura. Riduzione di emissione di gas serra, ma non solo. Riduzione di rifiuti; rminor consumo di energia elettrica e, di conseguenza, riduzione di inquinamento per produrla. Queste sono considerazioni che non devono passare in secondo piano perché tutto quello che migliora l’impatto dell’inquinamento ambientale, a sua volta, si trasforma in una fonte di benessere e di risparmio. In  Italia sono ormai molti i luoghi che si stanno dotando di questa illuminazione con il bene placido dei cittadini che sono, per la maggior parte, favorevoli a questa pratica.

Cucina tradizionale a Cefalù

È un dato di fatto: quando si va a visitare un luogo, oltre ad approfittare delle sue bellezze, si cercano anche le sue bontà. Sembra facile, basta andare in un qualsiasi ristorante. In realtà non è così, perché sono realmente pochi i ristoranti che ripropongono la cucina tradizionale senza lasciarsi andare in mille varianti. Proprio per aiutarvi in questa ricerca, vediamo di indicare alcuni nomi che hanno fatto della cucina tradizionale il loro cavallo di battaglia.

Partiamo da Kentia, un ristorante in pieno centro storico dove i piatti tradizionali siciliani sono accompagnati dai migliori vini. L’ambiente è molto elegante e la terrazza offre uno spettacolo meraviglioso. Il menù presenta molti piatti di pesce, carne e pizza.

Il ristorante La Botte della famiglia Fidduccia, posizionato vicino al duomo, è molto più piccolo di quello precedente e anche più tradizionale. L’elenco dei piatti è sicuramente molto più contenuto, ma presenta tutti i canoni della cucina tradizionale: pochi fronzoli e prodotti freschi.

Lo Chat Noir, nonostante il nome non prettamente di origine siciliana (in dialetto sarebbe U jattu niuru), stupisce i suoi clienti con una cucina tradizionale preparata con grande accuratezza dal sig. Lillo, conosciuto come Nenè. L’ambiente rustico, ma curato  appaga già i sensi, ma il menù li esalta: Milinciani á parmiciana ca ricotta salata, Pasta frisca pòviri ca frastuca, Purpettine ri carni cù sucu, Ammiru  cani ri Mazzara del Vallo, Nsàlata ri patati cipudda e riniu sono solo alcuni dei piatti proposti.

Altra proposta interessante arriva dal ristorante la Brace che, nella sua atmosfera accogliente e calda propone piatti come le tagliatelle con la ricotta salata, il pesce spada marinato con peperoni dolci e limone, oppure le bruschette al pesce spada.

Il modo migliore di mangiare la cucina tradizionale, però, resta quello di far visita alle vecchie osterie o ai ristorante a conduzione familiare dove la tradizione resta invariata nel tempo

Panettone Festival a Cefalù

Si pensa alla Sicilia come luogo di vacanze estive: mare, sole, spiaggia! Indubbiamente vive il suo massimo splendore nella bella stagione, ma sa regalare momenti inattesi anche in inverno. Sapete, ad esempio, che Cefalù, grazie al Panettone Festival, diventa la capitale del dolce natalizio? E che da qui partono i panettoni artigianali più interessanti e golosi del mondo?

Ebbene sì, il primo fine settimana di dicembre accoglie il grande evento che ha come fine quello di far conoscere la potenza del panettone artigianale, grazia alla presenza di ben 40 maestri pasticcieri che utilizzeranno tutti una forma esclusivamente made in Sicilia con prodotti di questa meravigliosa terra.

Una delle strade principali della cittadina medievale indosserà l’abito della festa e accoglierà degustazioni, showcooking, musica, artisti di strada, profumi inebrianti e tanta gente. Le interpretazioni del panettone da parte dei maestri pasticceri vedranno l’impiego di materie prime eccelse come la manna di Pollina, il pistacchio di Raffadali e Bronte, le scorzette d’arancia, la mandorla e tanti altri ingredienti rigorosamente del territorio.

Non saranno presenti solo i panettoni, anche se il festival è dedicato a lui, il re dei dolci natalizi. Per i più piccoli, infatti, sarà attiva la Junior Baker Academy guidata da maestro pasticcere Vincenzo Serio che guiderà i bambini alla preparazione di torte, biscotti e dolci di marzapane.

I nomi di spicco dell’arte pasticcera sono molti e solo a nominarli viene già l’acquolina in bocca: Nicola Fiasconaro, Vincenzo Bonfissuto, Salvatore Cappello, Filippa Milazzo, John Sferruzza, Marco Mocciaro, solo per citarne qualcuno fra i tanti.

Attualmente in Sicilia sono presenti circa 300 fornai che preparano il “loro” panettone e questo, se vogliamo, è merito sicuramente di Fiasconaro che è stato il precursore di questa rivoluzione che ha portato il panettone ad un livello tale da diventare un simbolo dell’Italia nel mondo. Un’eccellenza che ha visto. come risposta, una grande crescita del settore artigianale.

 

Cefalù: una storia lunga secoli

Le prime tracce di presenza umana nella zona, trovate nelle due grotte che si trovano sul lato settentrionale del promontorio, risalgono all’epoca preistorica, ma il vero nucleo della città risale ad un insediamento pre-ellenico datato alla fine del V sec. a.C.. Una cinta muraria di tipo megalitico che circonda il centro storico, ancora ben conservata, e il Tempio di Diana indicano la presenza di una nutrita comunità nel IX sec. a.C. I greci del IV secolo a.C. chiamarono il centro Kefaloidion da kefalè: testa, capo, indicazione chiaramente diretta al promontorio.

Nel 307 a.C. fu conquistata dai Siracusani e nel 254 dai Romani che la nominarono Cephaloedium. La sua struttura regolare, con le strade secondarie che confluivano tutte con quella principale, è il marchio rimasto dal dominio ellenico-romano. Con il dominio bizantino, l’abitato dalla pianura si trasferisce sulla rocca dove sono tutt’ora evidenti tracce di fortificazione dell’epoca. Nell’858 venne conquistata dagli Arabi che la chiamarono Gafludi ed entrò a far parte dell’emirato di Palermo. Nel 1063 passa al dominio normanno con Ruggero primo e nel 1131, con Ruggero II si tornò a rioccupare l’antico abitato lungo la costa. Proprio a questo periodo si devono opere d’arte come la chiesa di San Giorgio, il lavatoio, il chiostro del duomo, Palazzo Maria,  l’Osterio Magno e la Cattedrale.

Dalla metà del 1300 al 1451 fu sotto il dominio di vari feudatari e poi divenne possedimento del vescovo di Cefalù. Nel 1752 incominciarono ad apparire i primi consolati stranieri e, nel 1861, dopo lo sbarco di Garibaldi, la città aderì al Regno d’Italia.

Dopo un passato così rocambolesco che ha visto l’alternarsi di varie dominazioni, Cefalù è diventata una città a prevalenza turistica che attira sempre più persone da ogni parte del mondo per la sua fantastica posizione e per la ricchezza storico/culturale/ naturalistica della zona intera.

Ospitalità a Cefalù

Vi state chiedendo perché visitare Cefalù? Perché è un luogo adatto a chi ama il mare, le passeggiate, la natura, così come la cultura, la storia, l’arte oppure per chi cerca una vacanza romantica.

L’hotel Kalura, ad esempio, riunisce molti di questi viaggiatori. Grazie alla sua posizione nella meravigliosa Baia di Caldura sulla Rocca di Cefalù, regala panorami mozzafiato e romantiche cene accompagnati dal mare notturno. Anche gli sportivi trovano una serie di servizi destinati a loro: immersione, campo da tennis e piscina.

Una passeggiata di otto minuti separa la spiaggia dall’hotel Alberi del Paradiso, un’antica casa patronale immersa in giardini lussureggianti muniti anche di piscina da cui si può osservare il mare, protetti dall’ombra degli alberi.  L’ambiente elegante e molto rilassante è completato da campi da tennis e un piacevole centro fitness.

La tradizione, invece, si respira all’hotel Masseria del Piano, immersa negli uliveti, con piscina a sfioro e un ristorante che serve piatti della cucina tradizionale.  La  struttura, sapientemente ristrutturata, vi porterà indietro nel tempo, regalandovi sensazioni uniche,  come pace, tranquillità e serenità.

Vuoi arrivare a Cefalù e dimenticarti di avere un’automobile? L’hotel La Plumeria è situato nel cuore della città, a soli 150 metri dalla Cattedrale e 2 minuti a piedi dal mare: quale occasione migliore per muoversi esclusivamente a piedi?  L’ambiente classico ed elegante, arricchito da mobili antichi, completerà un soggiorno indimenticabile.

Per un hotel a conduzione famigliare, Al Pescatore è il luogo giusto. Semplice, ma curato e a soli 500 metri dalla spiaggia. Si trova proprio di fronte al porto di Cefalù ed è molto comodo anche per chi arriva via mare.

Cefalù offre diverse strutture ricettive, ma anche allontanandosi un attimo dalla città si possono scoprire luoghi veramente interessanti che possono impreziosire la propria esperienza: la costa è ricca di scorci indimenticabili dove passare le proprie vacanze.

Museo Mandralisca: il patrimonio culturale di Cefalù

Questa è l’unica struttura museale della città, ma è anche un vero e proprio scrigno di tesori. L’istituzione si deve al barone Enrico Pirajno di Mandralisca che, in soli 55 anni di vita raccolse, nella sua casa, un’ampia gamma di oggetti d’arte che costituiscono l’attuale esposizione museale. Si possono osservare monete, libri, opere d’arte, strumenti scientifici, reperti archeologici, raccolte malacologiche e vari documenti.

La raccolta del barone era già citata in una guida turistica del 1842. Per lascito testamentario, il barone, lasciò i suoi averi esclusivamente per fornire una rendita per il mantenimento del Liceo e della scuola serale da lui voluta, per colmare la mancanza di istituzioni scolastiche. Il barone morì nel 1864 e nel 1866 il comune di Cefalù ottenne , per il liceo Mandralisca, il riconoscimento di ente morale. Ma il liceo iniziò la sua storia solo nel 1888, dopo la morte della moglie di Maria Francesca Parisi, la moglie del barone che era usufruttuaria dei beni.

Durante la prima guerra vennero venduti certi fondi di poco interesse, ma per tutelare il lascito, si iniziò a mettere dei vincoli. Il primo fu apposto  nel 1916 su un dipinto attribuito ad Antonello di Messina: “Il sorriso dell’ignoto marinaio”. Tra il 1925 e il 1926 Columba sistemò il lascito monetario catalogando le 2526 monete che vennero esposte al pubblico in vetrine specifiche.

Nel 1933 la Fondazione si arricchì dei dipinti della pinacoteca comunale e acquistò anche importanti opere letterarie e fra queste, in particolare, un Portolano risalente al 1643. Il museo accolse anche un mosaico di epoca romana ritrovato durante alcuni scavi avvenuti nella cittadina.

Nel 1939 venne acquistata anche la struttura adiacente alla casa del barone per ampliare la struttura. Durante la guerra, per paura dei bombardamenti le opere vennero depositate in un rifugio antiaereo, ma alla fine tornarono al loro posto originario. Tra alti e bassi, nel 1976 la fondazione sfiorò il rischio di fallimento ma si salvò con l’aiuto di una sottoscrizione popolare e da lì iniziò la sua rinascita, grazie anche al romanzo “Il sorriso dell’ignoto marinaio” di Vincenzo Consolo che racconta della passione del barone per quel quadro, contribuendo a diffondere l’interesse per questo luogo. Alla collezione, sempre a seguito di scavi archeologici, si aggiunsero anche due sarcofagi ellenistici.

Nel 1977 venne inaugurata anche la parte inferiore del palazzo che era utilizzata per conservare l’olio e mostra grandi giare seminterrate. Sempre in quell’anno fu mandata in onda una trasmissione di Federico Zeri in cui si raccontava il museo e da allora è stata avviata anche una collaborazione molto fruttifera con altre istituzioni culturali.