Cucina tradizionale a Cefalù

È un dato di fatto: quando si va a visitare un luogo, oltre ad approfittare delle sue bellezze, si cercano anche le sue bontà. Sembra facile, basta andare in un qualsiasi ristorante. In realtà non è così, perché sono realmente pochi i ristoranti che ripropongono la cucina tradizionale senza lasciarsi andare in mille varianti. Proprio per aiutarvi in questa ricerca, vediamo di indicare alcuni nomi che hanno fatto della cucina tradizionale il loro cavallo di battaglia.

Partiamo da Kentia, un ristorante in pieno centro storico dove i piatti tradizionali siciliani sono accompagnati dai migliori vini. L’ambiente è molto elegante e la terrazza offre uno spettacolo meraviglioso. Il menù presenta molti piatti di pesce, carne e pizza.

Il ristorante La Botte della famiglia Fidduccia, posizionato vicino al duomo, è molto più piccolo di quello precedente e anche più tradizionale. L’elenco dei piatti è sicuramente molto più contenuto, ma presenta tutti i canoni della cucina tradizionale: pochi fronzoli e prodotti freschi.

Lo Chat Noir, nonostante il nome non prettamente di origine siciliana (in dialetto sarebbe U jattu niuru), stupisce i suoi clienti con una cucina tradizionale preparata con grande accuratezza dal sig. Lillo, conosciuto come Nenè. L’ambiente rustico, ma curato  appaga già i sensi, ma il menù li esalta: Milinciani á parmiciana ca ricotta salata, Pasta frisca pòviri ca frastuca, Purpettine ri carni cù sucu, Ammiru  cani ri Mazzara del Vallo, Nsàlata ri patati cipudda e riniu sono solo alcuni dei piatti proposti.

Altra proposta interessante arriva dal ristorante la Brace che, nella sua atmosfera accogliente e calda propone piatti come le tagliatelle con la ricotta salata, il pesce spada marinato con peperoni dolci e limone, oppure le bruschette al pesce spada.

Il modo migliore di mangiare la cucina tradizionale, però, resta quello di far visita alle vecchie osterie o ai ristorante a conduzione familiare dove la tradizione resta invariata nel tempo

Panettone Festival a Cefalù

Si pensa alla Sicilia come luogo di vacanze estive: mare, sole, spiaggia! Indubbiamente vive il suo massimo splendore nella bella stagione, ma sa regalare momenti inattesi anche in inverno. Sapete, ad esempio, che Cefalù, grazie al Panettone Festival, diventa la capitale del dolce natalizio? E che da qui partono i panettoni artigianali più interessanti e golosi del mondo?

Ebbene sì, il primo fine settimana di dicembre accoglie il grande evento che ha come fine quello di far conoscere la potenza del panettone artigianale, grazia alla presenza di ben 40 maestri pasticcieri che utilizzeranno tutti una forma esclusivamente made in Sicilia con prodotti di questa meravigliosa terra.

Una delle strade principali della cittadina medievale indosserà l’abito della festa e accoglierà degustazioni, showcooking, musica, artisti di strada, profumi inebrianti e tanta gente. Le interpretazioni del panettone da parte dei maestri pasticceri vedranno l’impiego di materie prime eccelse come la manna di Pollina, il pistacchio di Raffadali e Bronte, le scorzette d’arancia, la mandorla e tanti altri ingredienti rigorosamente del territorio.

Non saranno presenti solo i panettoni, anche se il festival è dedicato a lui, il re dei dolci natalizi. Per i più piccoli, infatti, sarà attiva la Junior Baker Academy guidata da maestro pasticcere Vincenzo Serio che guiderà i bambini alla preparazione di torte, biscotti e dolci di marzapane.

I nomi di spicco dell’arte pasticcera sono molti e solo a nominarli viene già l’acquolina in bocca: Nicola Fiasconaro, Vincenzo Bonfissuto, Salvatore Cappello, Filippa Milazzo, John Sferruzza, Marco Mocciaro, solo per citarne qualcuno fra i tanti.

Attualmente in Sicilia sono presenti circa 300 fornai che preparano il “loro” panettone e questo, se vogliamo, è merito sicuramente di Fiasconaro che è stato il precursore di questa rivoluzione che ha portato il panettone ad un livello tale da diventare un simbolo dell’Italia nel mondo. Un’eccellenza che ha visto. come risposta, una grande crescita del settore artigianale.

 

Cefalù: una storia lunga secoli

Le prime tracce di presenza umana nella zona, trovate nelle due grotte che si trovano sul lato settentrionale del promontorio, risalgono all’epoca preistorica, ma il vero nucleo della città risale ad un insediamento pre-ellenico datato alla fine del V sec. a.C.. Una cinta muraria di tipo megalitico che circonda il centro storico, ancora ben conservata, e il Tempio di Diana indicano la presenza di una nutrita comunità nel IX sec. a.C. I greci del IV secolo a.C. chiamarono il centro Kefaloidion da kefalè: testa, capo, indicazione chiaramente diretta al promontorio.

Nel 307 a.C. fu conquistata dai Siracusani e nel 254 dai Romani che la nominarono Cephaloedium. La sua struttura regolare, con le strade secondarie che confluivano tutte con quella principale, è il marchio rimasto dal dominio ellenico-romano. Con il dominio bizantino, l’abitato dalla pianura si trasferisce sulla rocca dove sono tutt’ora evidenti tracce di fortificazione dell’epoca. Nell’858 venne conquistata dagli Arabi che la chiamarono Gafludi ed entrò a far parte dell’emirato di Palermo. Nel 1063 passa al dominio normanno con Ruggero primo e nel 1131, con Ruggero II si tornò a rioccupare l’antico abitato lungo la costa. Proprio a questo periodo si devono opere d’arte come la chiesa di San Giorgio, il lavatoio, il chiostro del duomo, Palazzo Maria,  l’Osterio Magno e la Cattedrale.

Dalla metà del 1300 al 1451 fu sotto il dominio di vari feudatari e poi divenne possedimento del vescovo di Cefalù. Nel 1752 incominciarono ad apparire i primi consolati stranieri e, nel 1861, dopo lo sbarco di Garibaldi, la città aderì al Regno d’Italia.

Dopo un passato così rocambolesco che ha visto l’alternarsi di varie dominazioni, Cefalù è diventata una città a prevalenza turistica che attira sempre più persone da ogni parte del mondo per la sua fantastica posizione e per la ricchezza storico/culturale/ naturalistica della zona intera.

Ospitalità a Cefalù

Vi state chiedendo perché visitare Cefalù? Perché è un luogo adatto a chi ama il mare, le passeggiate, la natura, così come la cultura, la storia, l’arte oppure per chi cerca una vacanza romantica.

L’hotel Kalura, ad esempio, riunisce molti di questi viaggiatori. Grazie alla sua posizione nella meravigliosa Baia di Caldura sulla Rocca di Cefalù, regala panorami mozzafiato e romantiche cene accompagnati dal mare notturno. Anche gli sportivi trovano una serie di servizi destinati a loro: immersione, campo da tennis e piscina.

Una passeggiata di otto minuti separa la spiaggia dall’hotel Alberi del Paradiso, un’antica casa patronale immersa in giardini lussureggianti muniti anche di piscina da cui si può osservare il mare, protetti dall’ombra degli alberi.  L’ambiente elegante e molto rilassante è completato da campi da tennis e un piacevole centro fitness.

La tradizione, invece, si respira all’hotel Masseria del Piano, immersa negli uliveti, con piscina a sfioro e un ristorante che serve piatti della cucina tradizionale.  La  struttura, sapientemente ristrutturata, vi porterà indietro nel tempo, regalandovi sensazioni uniche,  come pace, tranquillità e serenità.

Vuoi arrivare a Cefalù e dimenticarti di avere un’automobile? L’hotel La Plumeria è situato nel cuore della città, a soli 150 metri dalla Cattedrale e 2 minuti a piedi dal mare: quale occasione migliore per muoversi esclusivamente a piedi?  L’ambiente classico ed elegante, arricchito da mobili antichi, completerà un soggiorno indimenticabile.

Per un hotel a conduzione famigliare, Al Pescatore è il luogo giusto. Semplice, ma curato e a soli 500 metri dalla spiaggia. Si trova proprio di fronte al porto di Cefalù ed è molto comodo anche per chi arriva via mare.

Cefalù offre diverse strutture ricettive, ma anche allontanandosi un attimo dalla città si possono scoprire luoghi veramente interessanti che possono impreziosire la propria esperienza: la costa è ricca di scorci indimenticabili dove passare le proprie vacanze.

Museo Mandralisca: il patrimonio culturale di Cefalù

Questa è l’unica struttura museale della città, ma è anche un vero e proprio scrigno di tesori. L’istituzione si deve al barone Enrico Pirajno di Mandralisca che, in soli 55 anni di vita raccolse, nella sua casa, un’ampia gamma di oggetti d’arte che costituiscono l’attuale esposizione museale. Si possono osservare monete, libri, opere d’arte, strumenti scientifici, reperti archeologici, raccolte malacologiche e vari documenti.

La raccolta del barone era già citata in una guida turistica del 1842. Per lascito testamentario, il barone, lasciò i suoi averi esclusivamente per fornire una rendita per il mantenimento del Liceo e della scuola serale da lui voluta, per colmare la mancanza di istituzioni scolastiche. Il barone morì nel 1864 e nel 1866 il comune di Cefalù ottenne , per il liceo Mandralisca, il riconoscimento di ente morale. Ma il liceo iniziò la sua storia solo nel 1888, dopo la morte della moglie di Maria Francesca Parisi, la moglie del barone che era usufruttuaria dei beni.

Durante la prima guerra vennero venduti certi fondi di poco interesse, ma per tutelare il lascito, si iniziò a mettere dei vincoli. Il primo fu apposto  nel 1916 su un dipinto attribuito ad Antonello di Messina: “Il sorriso dell’ignoto marinaio”. Tra il 1925 e il 1926 Columba sistemò il lascito monetario catalogando le 2526 monete che vennero esposte al pubblico in vetrine specifiche.

Nel 1933 la Fondazione si arricchì dei dipinti della pinacoteca comunale e acquistò anche importanti opere letterarie e fra queste, in particolare, un Portolano risalente al 1643. Il museo accolse anche un mosaico di epoca romana ritrovato durante alcuni scavi avvenuti nella cittadina.

Nel 1939 venne acquistata anche la struttura adiacente alla casa del barone per ampliare la struttura. Durante la guerra, per paura dei bombardamenti le opere vennero depositate in un rifugio antiaereo, ma alla fine tornarono al loro posto originario. Tra alti e bassi, nel 1976 la fondazione sfiorò il rischio di fallimento ma si salvò con l’aiuto di una sottoscrizione popolare e da lì iniziò la sua rinascita, grazie anche al romanzo “Il sorriso dell’ignoto marinaio” di Vincenzo Consolo che racconta della passione del barone per quel quadro, contribuendo a diffondere l’interesse per questo luogo. Alla collezione, sempre a seguito di scavi archeologici, si aggiunsero anche due sarcofagi ellenistici.

Nel 1977 venne inaugurata anche la parte inferiore del palazzo che era utilizzata per conservare l’olio e mostra grandi giare seminterrate. Sempre in quell’anno fu mandata in onda una trasmissione di Federico Zeri in cui si raccontava il museo e da allora è stata avviata anche una collaborazione molto fruttifera con altre istituzioni culturali.

 

B&B: la miglior soluzione per vivere Cefalù

Cefalù merita di essere visitata con tutta la calma possibile e per far questo, senza spendere una follia, è possibile approfittare delle offerte dei B&B che si trovano in posizioni strategiche per visitare e godere appieno di questa città.

Il Bohémien, ad esempio, si trova in pieno centro e con una passeggiata di soli cinque minuti si raggiunge il mare. Si trova all’interno di un’antica palazzina, proprio ai piedi della Rocca di Cefalù. Le camere climatizzate, il Wi-Fi, e una sala comune completano l’offerta.

Per chi cerca la pace e la tranquillità di una struttura immersa nel verde, ecco B&B Villa di Giorgi, una struttura immersa in un giardino che occhieggia il mare, ma per chi non vuole scendere in spiaggia, offre anche l’utilizzo di una bella piscina attorniata dal prato verde del parco. Nonostante sia avvolta dalla natura e dalla pace, questa struttura dista solo 600 metri dal centro, due chilometri dalle spiagge e cinque minuti dalla stazione. Purtroppo però la zona non è servita dai mezzi pubblici, quindi bisogna muoversi con la macchina

Per gli amanti del colore e dei panorami mozzafiato c’è a disposizione il Dolce Vita Bad and Breakfast, situato nel cuore di Cefalù a due minuti a piedi dalla spiaggia. La sua terrazza comune offre degli scorci meravigliosi sul blu intenso del mare. Il servizio più interessante di questo B&B è quello di fornire, su richiesta, il trasferimento da e per l’aeroporto.

Se siete alla ricerca di un’esperienza sensoriale unica, il B&B Borgo Marino è sicuramente il più adatto. Si trova  a 900 metri dal centro ma è in una zona fantastica a 11 km dal santuario di Gibilmanna. La struttura classica, completamente bianca all’esterno, regala emozioni appena entrati grazie all’azzurro intenso delle pareti, al caldo legno del soffitto, al pavimento chiaro e ai dettagli pensati per rendere il soggiorno piacevole e indimenticabile.

Ovviamente questi sono solo alcune delle tante strutture che offrono l’ospitalità a Cefalù, tutte con caratteristiche uniche e indimenticabili.