La Regione Sicilia attiva cantieri di servizi per disoccupati

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La Giunta regionale, per contrastare gli effetti della crisi economica che investe in particolare le fasce più deboli della popolazione, ha deliberato l’adozione di misure straordinarie ed urgenti attraverso le quali mitigare le condizioni di povertà ed emarginazione sociale scaturenti dalla carenza di opportunità occupazionali, stanziando per tale finalità la somma di 50 milioni di euro.

Viene, pertanto, estesa a tutti i comuni dell’Isola la possibilità di richiedere finanziamenti per attivare cantieri di servizi favore dei soggetti disoccupati che hanno presentato domanda di disponibilità ai Centri per l’impiego.

Il “programma di lavoro” può concernere qualunque tipologia di interventi purché si
tratti di interventi riconducibili a compiti istituzionali dell’ente locale. Soltanto a titolo esemplificativo, si precisa che i programmi di lavoro possono avere ad oggetto attività di custodia e pulizia dei parchi, servizi e giardini, attività di manutenzione stradale e decoro urbano, attività di accudimento alle persone anziane e ai diversamente abili, attività di raccolta rifiuti solidi urbani e raccolta differenziata.
Le attività di mera custodia o altri servizi di attesa dovranno essere riservati ai portatori di handicap.

Entro il termine di gg. 30 dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana della direttiva assessoriale (avvenuta il 23 agosto 2013) , i comuni interessati sono tenuti a trasmettere al Dipartimento regionale del lavoro di Palermo, la richiesta di finanziamento per programmi di lavoro, approvati dagli organi competenti, per la realizzazione di uno o più cantieri di servizi, eventualmente ripetibili nel corso dell’anno, fino ad esaurimento del finanziamento concesso.

Il comune deve garantire in ciascun programma di lavoro e, comunque, nell’ambito del numero complessivo dei soggetti coinvolti nell’iniziativa, la partecipazione di
almeno il 50% di giovani di età compresa tra i 18 ed i 36 anni, del 20% riservato ai soggetti da 37 a 50 anni, il 20% in favore di soggetti ultracinquantenni, il 5% in favore di soggetti immigrati in possesso di regolare permesso di soggiorno per motivi di lavoro o per ricongiunzione familiare, il restante 5% a favore di portatori di handicap, riconosciuto dalla competente commissione sanitaria.

Leggi l'intera direttiva e gli allegati da compilare da parte dei Comuni su http://www.regione.sicilia.it/lavoro/cantieri/CantServ2013/g13-39_Pag41-...

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I cantieri scuola

L’intervento del sindaco di Palermo Orlando al convegno dell’Aisre
(Associazione italiana scienze regionali) durante il quale attacca il
pareggio di bilancio è una battaglia che va portata avanti dalla sinistra
italiana. Inaccettabile Il paragone tra il bilancio degli stati e degli
enti locali e quello delle famiglie e delle imprese, poiché queste ultime
si indebitano per investire, innovare, aprire nuove filiali. Per questo
c’è bisogno di far uscire le spese per investimenti , cioè quelle spese
che produrrebbero ricchezza e posti di lavoro, dalla questione del pareggio
di bilancio.
Tutto questo deve coniugarsi dall’altra parte con il rigore dei conti
pubblici e con la spesa delle politiche sociali che non possono essere
elargizione libera di soldi a tutti senza controlli.
In questo contesto si insedia la questione dei Cantieri servizi (ex
cantieri scuola) per cui l’amministrazione regionale siciliana ha
stanziato 50 milioni di euro per fare lavorare 20.000 disoccupati per tre
mesi . E dopo questi tre mesi cosa è cambiato nella loro vita? Così si
pensa di rilanciare l’economia siciliana spendendo soldi a fondo perduto
senza possibilità di ritorno serio sull’economia e sul lavoro? Piuttosto
non sarebbe stata una scelta migliore utilizzare questi soldi per
finanziare facilitazioni fiscali alle imprese in cambio di acquisto di
nuovi macchinari per la produzione per svecchiare, di stabilizzazione di
lavoratori precari o dell’assunzione di nuovi lavoratori?
Il governo regionale si è fermato solo alla seppur importante questione
della legalità, importante condizione senza la quale non si può pensare
a politiche economiche pulite, ma che non basta per creare lavoro.
Il governo Crocetta deve rilanciare la questione meridionale, non come un
feticcio senza anima da innalzare alla stessa stregua del Partito dei
Siciliani M.P.A. e del Grande Sud che si sono poi arresi alle politiche
nazionali dei governi targati PDL-Forza Italia, ma attraverso
l’applicazione integrale dello Statuto siciliano che fornisce al
Presidente della Regione forti poteri in materia economica, nell’ambito
della crescita della produzione agricola ed industriale e della
distribuzione, difesa dei prodotti agricoli ed industriali e delle
attività commerciali.

Luca Lecardane (Responsabile regionale Net Left)