Casa: con il fai da te si risparmia, ma solo a determinate condizioni

In alcuni di noi il termine “austerity” riporta subito alla mente l’omonimo periodo storico in cui il mondo si trovò ad affrontare la prima grande crisi energetica; era il 1973, infatti, quando il prezzo del petrolio e dei suoi derivati subì un drastico aumento, con pesanti ripercussioni sull’economia e l’industria, modificando radicalmente lo stile di vita dei cittadini.

Per affrontare le conseguenza di questa crisi, in Italia, così come nel resto del mondo, vennero adottate drastiche misure e furono varate una serie di leggi finalizzate al risparmio energetico, definite appunto di austerity. 

Le nuove norme limitavano pesantemente sia l’uso e la circolazione dei mezzi di trasporto, sia il consumo di elettricità, al punto da ridefinire completamente gli standard per gli orari di lavoro di fabbriche, negozi e altre attività commerciali.

Dal 1973 a oggi sono passati quasi 50 anni ormai, e anche se i tempi e le ragioni di fondo sono cambiate, il clima di austerità non ci ha mai abbandonato del tutto; per determinati versi, anzi, sembra essere diventato una condizione con la quale molte delle società occidentali, a cominciare dagli italiani, hanno imparato a convivere per una questione di necessità.

 

L’impatto del fai da te sull’economia domestica

L’esigenza di risparmiare è più che mai attuale quindi, soprattutto in ambito domestico, e non soltanto per quanto riguarda il consumo energetico e delle risorse primarie.

Le crisi economiche più recenti hanno portato a una realtà comune che, da un lato, ha visto la riduzione dei salari e il diffondersi delle condizioni di precariato per molte categorie di lavoratori, soprattutto in seguito all’incremento della pressione fiscale e alle modifiche attuate alle leggi che regolano i contratti di lavoro, e dall’altro un lento ma costante aumento dei prezzi di beni e servizi.

La risposta naturale, in uno scenario simile, è appunto quella di risparmiare il più possibile, e in particolar modo sulle spese di gestione domestiche. Studi recenti hanno infatti dimostrato come gli hobby legati al fai da te abbiano conosciuto una notevole crescita negli ultimi anni, con un netto incremento del relativo settore di mercato.

Di conseguenza i siti internet come espertoutensili.com, per esempio, dove sono reperibili informazioni sugli utensili e gli attrezzi destinati al fai da te nonché guide pratiche di utilizzo, sono diventati un punto di riferimento per tutti coloro che, davanti alla necessità, non esitano a rimboccarsi le maniche e risolvere da soli i propri problemi, senza ricorrere all’intervento di un tecnico specializzato.

 

Il paradosso dello spendere per risparmiare

Anche se il fai da te, o bricolage, come sarebbe più giusto definirlo, rappresenta una innegabile risorsa e permette di ridurre i costi di gestione domestica, presenta anche un paradosso: per risparmiare bisogna prima spendere.

Per essere pronti ad affrontare le più svariate circostanze, infatti, bisogna innanzitutto essere dotati del necessario. La prima dotazione domestica indispensabile è la cassetta degli attrezzi; in commercio ne esistono diversi tipi, da quelle generiche per gli interventi strettamente connessi all’abitazione fino a quelle specifiche destinate alla manutenzione di auto e motoveicoli. 

Il loro costo può variare dai 50 ai 150 euro o anche di più, a seconda della qualità e della destinazione d’uso. Fin qui nessun problema, visto che la spesa per acquistare la cassetta degli attrezzi è tutto sommato ragionevole e viene fatta una tantum, ma il discorso cambia quando si tratta di ventilare l’acquisto di elettroutensili come trapani, avvitatori, seghe a motore e via dicendo.

Il fattore economico è un aspetto da non trascurare, quindi, soprattutto per chi parte dall’esigenza di risparmiare. Prima di ogni eventuale intervento è bene fermarsi un attimo e fare due calcoli, in modo da capire se il costo della riparazione fai da te è più o meno conveniente rispetto all’intervento di un tecnico.

 

I limiti da non superare

Un altro aspetto da considerare sono le competenze tecniche. Fino a quando si tratta di ritinteggiare le pareti, infatti, allora si può anche scegliere di farlo da soli e ridurre le spese al solo acquisto della vernice e dei rulli. 

Lo stesso discorso vale nel caso in cui bisogna sostituire delle lampadine, appendere un quadro oppure fissare una mensola a parete. Se invece bisogna eseguire degli interventi di riparazione su un elettrodomestico, sull’impianto elettrico (anche solo la sostituzione di una presa) o su quello di riscaldamento, allora è meglio evitare qualsiasi tipo di improvvisazione.

A parte il potenziale rischio di sgradevoli incidenti, infatti, si potrebbe finire col danneggiare ulteriormente l’elettrodomestico o l’impianto in questione, ed essere poi costretti a pagare un conto ancor più salato al tecnico riparatore.

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