Recenti studi hanno dimostrato che il cervello non invecchia mai

Con il passare degli anni molti processi biologici del corpo umano, come il rinnovo delle cellule, rallenta molto e progressivamente avanza la vecchiaia. Questo status umano si è sempre creduto riguardasse l’intero corpo umano e che a un certo punto, a livello cerebrale, non si sviluppassero più nuovi neuroni. Alcuni recenti studi, tuttavia, hanno contraddetto questa ipotesi.

Maura Boldrini, scienziata italiana docente di Neurobiologia e Psichiatria all’università della Columbia, ha infatti dimostrato che i neuroni continuano a rigenerarsi anche negli anziani. Le riserve di neuroni cosiddetti “immaturi”, pronti ad attivarsi, sono la stessa quantità a 14 come a 79 anni. Quindi i nonni di fatto possono essere davvero arzilli: il cervello non invecchia mai, ma può generare cellule cerebrali nuove per tutta la vita.

Studio neurobiologico a opera della docente toscana

Questi studi sono il risultato di un’equipe che ha collaborato insieme e che può vantare i massimi esperti della Columbia University e quelli dell’Istituto Psichiatrico newyorkese. Equipe coordinata da Maura Boldrini che al termine degli studi ha confermato i risultati, pubblicati sulla rivista scientifica Cell Stem Cell. In sostanza i neuroni si sviluppano da cellule progenitrici che sono ubicate nell’ippocampo, cioè l’area più interna dell’encefalo.

Così accade anche nei cervelli giovani. É proprio in quella zona cerebrale che si sviluppano le emozioni e in cui viene gestita la cognizione. Il volume di neuroni, secondo lo studio, si mantiene costante con il passare degli anni, senza subire degenerazioni dovute all’età, grazie a un continuo rifornimento di cellule cerebrali. Codesta facoltà è stata accertata come unicamente presente nell’uomo e non in altre specie animali.

L’unica variante che si ha con il passare degli anni è la vascolarizzazione di quella zona del cervello. A partire da questa importantissima scoperta, agli scienziati delle neuro-scienze si apre un mondo per avviare nuovi studi e per fare una rivalutazione delle teorie sulla memoria, a questo punto invalidate.

Il cervello va allenato

Se il volume di neuroni immaturi è sempre lo stesso con il passare degli anni, le cellule vanno tuttavia attivate. Per aiutare il cervello a essere davvero arzillo, è necessario allenarlo e tenerlo attivo abitualmente. Soprattutto dopo i 50 anni, quindi, è necessario mantenere in esercizio la mente praticando hobby e varie attività che richiedono particolare attenzione. Fra le migliori attività ci sono lettura e scrittura, l’uso della fantasia quindi; suonare, quindi coordinare il corpo, o anche semplicemente giocare a tombola online, che mantiene alto il livello di attenzione. Oltre a questo, sarebbe opportuno praticare un po’ di attività fisica regolare e seguire una dieta equilibrata che sia ricca di ortaggi e frutta.

Attività meno impegnative, come ascoltare musica o simili, non sono utili al cervello come quelle che mantengono alto l’impegno e l’attenzione. Questo è stato dimostrato con un altro esperimento che ha coinvolto 200 anziani, parte dei quali hanno dovuto impegnarsi per 15 ore a settimana in attività specifiche. Questo impegno gli ha richiesto molto sforzo e l’attivazione di differenti processi cognitivi. Al termine dello studio è risultato che le persone coinvolte in attività impegnative avevano un numero di neuroni attivi superiore rispetto agli altri. Se il numero dei neuroni presenti, quindi, è lo stesso con l’avanzare dell’età, è comunque importante metterli all’opera con attività di un certo tipo.

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