Allarme Serie A: tra falli, rimesse e cambi

A Marassi, soltanto 39’30” di calcio giocato, ma non è solo un problema italiano

Marco van Basten, nel marzo scorso, lanciò una provocazione, con la frase “il calcio introduca il tempo effettivo”, come il basket, la pallanuoto ed altri sport. La logica di una tale proposta, è che nelle partite si gioca troppo poco. Le gare durano novanta minuti, ma solo nella carta. Un punto di vista che non è soltanto quello dell’ex centravanti del Milan. Anche Stefano Pioli affermò qualcosa di simile. Dopo il big match dei rossoneri, a settembre, in casa della Juve, affermò che hanno giocato poco più di quaranta minuti, poi per forza vanno in Europa e faticano. Durante lo scorso turno, Genoa-Udinese ha segnato il record: appena trentanove minuti e trenta. Una leggenda metropolitana quella di pensare che questa sia però soltanto una peculiarità italiana, perché i numeri del nostro campionato non sono così differenti dagli altri club europei. Il problema è riferito a tutto il sistema del calcio. Se oltre allo sport adori viaggiare, scopri le bellezze senza tempo di Cefalù. 

Questione di numeri?

In Italia il gioco viene troppo spezzato dai fischi arbitrali e così si gioca meno. Quante volte abbiamo sentito questa frase, anche dagli operatori del settore stesso? Negli anni passati, si attribuiva la colpa al numero di falli. Questi però non sono tutto. I numeri non confermano la credenza popolare. Il campionato con meno falli è nettamente la Premier League. Ma non è il numero delle pause, ma piuttosto la loro lunghezza a farne la differenza. Ed è difficilmente dimostrabile anche l’idea che sia il ritmo di gioco stesso a condizionare il tempo effettivo. Una partita lenta può comunque avere poche interruzioni. Così come non è detto che giocare di più sia sinonimo di spettacolo. Di occasioni e di gol. Un blando possesso palla nella propria metà di campo, per dire, contribuisce ad alimentare il tempo effettivo. Tra le dieci partite dove si è giocato meno in Serie A, ci sono Roma-Juve, Sassuolo-Verona, Bologna-Salernitana, Genoa-Sassuolo, Sampdoria-Inter e Cagliari-Sampdoria.

L’eccezione che conferma la regola

Concludendo, il tempo effettivo serve quindi a poco? Prima di tutto c’è da dire che più si gioca più calcio vediamo, bello o brutto che sia, non importa. Ci sono dati che sembrano dare valore a questa tesi, ovvero che i giocatori e le squadre più forti tendono a giocare di più. Se poi andiamo ad analizzare le singole leghe, ci accorgiamo che in ben 4 tornei su 5 le squadre con un tempo effettivo più alto sono le prime in classifica, come Bayer Monaco, Manchester City. L’eccezione che conferma la regola siamo proprio noi: in Italia, le partite dove mediamente si gioca di più, sarebbero quelle della Lazio di Sarri.

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